Sopravvissuti naufragio Cutro: critiche alla mancanza di sicurezza

Sopravvissuti Naufragio Cutro

Sopravvissuti naufragio Cutro: critiche alla mancanza di sicurezza - avvisatore.it

Sopravvissuti al Naufragio di Cutro Chiedono Giustizia e Verità

Nigeena Mamozai e Adiba Ander, sopravvissute al tragico naufragio di Cutro, hanno espresso la loro richiesta di giustizia nei confronti dello Stato italiano. Le due donne, tornate a Crotone dalla Germania per commemorare l’anniversario della strage di migranti di Steccato di Cutro, hanno denunciato la mancata assistenza da parte delle autorità italiane.

  • Nigeena ha raccontato la presenza di un elicottero prima del naufragio, sottolineando che “il governo italiano sapeva della nostra barca”.

Le sopravvissute hanno evidenziato la necessità di ottenere verità e giustizia, oltre al ricongiungimento familiare, come passo fondamentale per elaborare il lutto e superare il trauma. Nonostante l’accoglienza ricevuta a Crotone, il peso emotivo dell’esperienza vissuta continua a gravare sulle loro menti.

Appello per Corridoi Umanitari e Sostegno Psicologico

Whalidi, un sopravvissuto afgano al naufragio, ha unito la sua voce a quella di Nigeena e Adiba per chiedere ai governi italiano, tedesco ed europeo di aprire corridoi umanitari per consentire il ricongiungimento delle famiglie rimaste in Afghanistan. L’accento è stato posto sulle conseguenze psicologiche devastanti dell’evento, con Whalidi che ha descritto il persistente dolore per la perdita della moglie e dei due figli.

  • Ricordando il tragico giorno sulla spiaggia, Whalidi ha espresso il desiderio che i trafficanti rimangano in galera per sempre, sottolineando la mancata assistenza dell’elicottero durante il naufragio.

La richiesta di sostegno psicologico e di azioni concrete da parte delle istituzioni è emersa come elemento cruciale per affrontare il trauma e promuovere un cambiamento positivo nelle vite dei sopravvissuti e delle loro comunità.

Commemorazione delle Vittime e Impegno per un Futuro Migliore

L’impegno a commemorare le vittime del naufragio è stato sottolineato come atto di rispetto e memoria. Whalidi ha manifestato la sua intenzione di pregare per le anime di coloro che hanno perso la vita in mare, evidenziando la necessità di un percorso di elaborazione del lutto e di guarigione emotiva per sé e per gli altri superstiti.

  • Il desiderio di giustizia e di un cambiamento tangibile per evitare tragedie simili in futuro è emerso come un obiettivo condiviso da tutti i sopravvissuti presenti.

L’evento commemorativo sulla spiaggia di Crotone è stato descritto come un momento di riflessione e di preghiera, ma anche come un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sfide affrontate dai migranti e per sollecitare azioni concrete da parte delle istituzioni per prevenire futuri incidenti simili.