Fiorella Mannoia, una vita di musica e di passione: la storia di un’artista che ha segnato la storia della canzone italiana

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Dalle prime esibizioni al Piper ai successi con i cantautori, passando per la svolta con ‘Come si cambia’ e la vittoria a Premiatissima: la carriera di Fiorella Mannoia, tra crescita professionale e personale

Fiorella Mannoia è una delle voci più amate e apprezzate della musica italiana. Quest’anno l’artista ha compiuto 70 anni, un traguardo importante che porta con orgoglio e che ha celebrato con un’intervista a “La Repubblica”, nella quale ha ripercorso la sua carriera e la sua vita.

Nata a Roma nel 1954, Fiorella Mannoia ha fin da giovane nutrito una grande passione per il mondo dello spettacolo. “Andavamo al Piper il mercoledì e il sabato pomeriggio che era aperto anche ai minorenni – racconta – Alla porta c’era il famoso Marcello, che poi diventò Marcella, e decideva tutto lui, era il nostro unico mito perché se gli andavi a genio te faceva entra’ pure gratis, se gli stavi antipatico era finita, non entravi”.

La sua passione per la musica nasce sin da giovanissima. “Era molto diverso da oggi – spiega – di tentativi se ne facevano tanti, cantavo da sempre, a Castrocaro ci andai nel 1968 cantando ‘Un bimbo sul leone’, avevo quattordici anni, mi prese la Carisch, il lavoro non lo prendevo troppo sul serio, però continuavo a fare tentativi”.

La svolta nella carriera di Fiorella Mannoia arriva con l’incisione di “Come si cambia”, un brano che le permette di capire che la sua voce ha un grande potere emotivo. “Lì ho avuto la sensazione che con questa voce, se avevo nel testo un contenuto, riuscivo a penetrare, a emozionare – svela – e da quel momento ho cominciato a scegliere in base ai contenuti dei testi, ho capito che quella era la mia strada ma diciamo che mi ci ha portato lei, la mia voce”.

Fiorella Mannoia ricorda come il mondo della musica fosse molto diverso da quello di adesso, ai giovani cantanti allora davano più tempo per crescere. “Ci penso spesso – ammette – quando ho inciso nel 1981 ‘Caffe nero bollente’ avevo 29 anni, oggi a 29 anni non ti fanno neanche entrare. Quando stavo alla Rca ci stipendiavano così che potessimo concentrarci sulla musica e non dover cambiare lavoro per pagare le bollette. Oggi è difficile che abbiano una seconda possibilità. Io ne ho avute tre, quattro, dieci”.

A cambiare veramente la vita di Fiorella Mannoia è stato il programma televisivo “Premiatissima”, andato in onda su Canale 5 nel 1984, nel quale l’artista ha avuto la possibilità di scegliere liberamente il suo repertorio e di cantare i brani dei cantautori. “Vinsi tutte le puntate fino a quella finale con ‘Margherita’ di Cocciante – ricorda – Evidentemente ai cantautori non dispiacquero troppo queste versioni e lì cominciò tutto. Arrivò Enrico Ruggeri e mi propose ‘Quello che le donne non dicono’. E poi Fossati…”

La collaborazione con i cantautori ha segnato la carriera di Fiorella Mannoia, portandola a interpretare alcune delle canzoni più belle della musica italiana. “Ho fatto un gran lavoro su me stessa – racconta – quando cominci a frequentare questi artisti devi stare al passo. Una canzone come Giovanna ‘Arco, di De Gregori, una delle più belle che abbia mai cantato, è piena di metafore, se tu non capisci che ‘questo campo di grano che ho attraversato’ è la tua vita, non sei neanche in grado di cantarla”.

Fiorella Mannoia è un’artista che non prescinde mai dal testo delle sue canzoni, cercando sempre di dare il giusto significato a ogni parola. “Faccio sempre l’esempio di Mastroianni – spiega – quando gli chiedevano quale consiglio avrebbe dato a sua figlia che si apprestava a fare l’attrice, rispondeva: se dici ‘buongiorno’ pensa a dire ‘buongiorno’. Basta, aveva spiegato tutto: ci sono miliardi di modi di dire buongiorno ma come lo dici deve avere il significato che cerchi”.

Fiorella Mannoia è una donna che non ha paura di mostrarsi per quello che è, con i suoi pregi e i suoi difetti. “Del mio percorso vado fiera – ammette – Rifarei tutto… io ho conosciuto una nuova giovinezza, quando a cinquant’anni molte donne pensano di appendere il cappello al chiodo, ho ricominciato a vivere, mi sono separata e sono cambiata”.

La separazione dal marito Carlo Di Francesco è stata un momento difficile per Fiorella Mannoia, ma le ha permesso di ritrovare se stessa e di vivere una nuova giovinezza. “Mi presentai in concerto col famoso vestito rosso, il corpetto tutto scollato, la gonna con lo spacco, sculettando – ricorda – quando si aprì il sipario al teatro Verdi, me lo ricordo come se fossi oggi, c’era la gente a bocca aperta e non applaudiva, io dentro di me pensavo: ecco aveva ragione lui, il mio ex… Poi, finito il pezzo, le urla, la gente che batteva i piedi sul pavimento, fu una liberazione per tutti, secondo me anche il pubblico non ne poteva più, lì sono ridiventata me stessa, minhiona, con ironia, con una leggerezza che avevo represso”*.

Fiorella Mannoia non ha mai nascosto di non aver avuto figli, ma non ha rimpianti. ” figli? Non ho rimpianti, sto bene come sto – confida – Quando li volevo non sono arrivati, poi non ho fatto nulla per forzare la cosa. Il dottore mi disse: hai avuto tutto dalla vita. Lì per lì quasi ci rimasi male, poi ho capito che aveva ragione. Di certo non mi sento per questo una donna a metà”.

‘artista è molto impegnata anche sul fronte dei diritti delle donne, come dimostra la sua partecipazione all’evento “Una Nessuna Centomila” contro la violenza sulle donne. “Abbiamo fatto piccoli passi ma faremo tanto – dice – Penso che il caso Giulia Cecchettin abbia avuto un grande effetto, ha scosso, il 25 novembre a Roma al Circo Massimo non avevo mai visto tanta gente in piazza. Insomma, è difficile ma dobbiamo combattere contro millenni di stereotipi, ci vuole tempo, è un percorso da fare insieme ma anche i tanti uomini che si sono proposti per l’evento ‘Una Nessuna Centomila’ è un bel segnale”.

Fiorella Mannoia è una donna e un’artista forte, che ha segnato la storia della musica italiana con la sua voce e la sua passione. Una donna che ha saputo reinventarsi e rinnovarsi, senza mai perdere la sua identità e la sua autenticità. Una donna che continua a emozionarci con le sue canzoni e la sua arte.

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