ZTL Roma, esplode la protesta: Folgori (Feoli) annuncia ricorso al TAR contro il pedaggio per le auto elettriche

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Ultimo aggiornamento il 5 Marzo 2026 by Emiliano Belmonte

La nuova delibera di Roma Capitale che introduce il pagamento per l’accesso dei veicoli elettrici nella ZTL del Centro storico e di Trastevere accende la polemica. A partire dal 1° luglio, anche le auto a zero emissioni non potranno più entrare gratuitamente nelle zone a traffico limitato della Capitale. Una decisione che ha suscitato forti critiche da parte delle associazioni di categoria e del mondo della logistica.

Tra le voci più dure c’è quella di Enrico Folgori, presidente della Feoli (Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata), che parla apertamente di un provvedimento “insensato” e annuncia la possibilità di un ricorso al TAR contro la delibera del Campidoglio.

ZTL Roma: dal 1° luglio pagano anche i veicoli elettrici

Secondo quanto stabilito dalla nuova delibera di Roma Capitale, dal prossimo primo luglio l’accesso alla ZTL del Centro storico e di Trastevere non sarà più gratuito nemmeno per i veicoli elettrici. Il provvedimento riguarda sia i cittadini privati sia le aziende.

Per le imprese, in particolare, è previsto un costo di 360 euro per ogni veicolo autorizzato all’accesso nelle zone a traffico limitato. La misura coinvolge anche i mezzi utilizzati per il trasporto merci e per i servizi tecnologici, incidendo direttamente sulle attività economiche che operano quotidianamente nel centro della città.

Secondo Folgori, la decisione rappresenta una vera e propria stangata per chi ha investito nella mobilità sostenibile, sia tra i cittadini sia tra le imprese.

Le aziende della logistica: “Investimenti sull’elettrico ora penalizzati”

Il presidente della Feoli sottolinea come molte aziende del settore logistico abbiano sostenuto negli ultimi anni investimenti importanti per rinnovare le flotte con veicoli elettrici, anche sulla base delle politiche ambientali promosse dall’amministrazione capitolina.

La scelta di passare all’elettrico era stata incentivata proprio dalla possibilità di usufruire di agevolazioni come l’accesso gratuito alla ZTL e la sosta gratuita sulle strisce blu. Oggi, però, secondo Folgori, le nuove regole cambiano completamente lo scenario.

Le imprese del trasporto urbano si trovano ora davanti alla prospettiva di dover sostenere decine di migliaia di euro di costi aggiuntivi per poter continuare a operare nelle zone centrali della città. Un aumento che inevitabilmente rischia di ricadere sui prezzi finali dei servizi e delle consegne.

Limiti a 30 km/h e ZTL: rischio paralisi per il trasporto merci urbano

A rendere ancora più complessa la situazione, secondo Feoli, è il quadro complessivo delle nuove misure sulla mobilità a Roma. Alla tassa per l’accesso in ZTL si aggiungono infatti anche i limiti di velocità a 30 chilometri orari introdotti nel centro storico.

Per il settore della logistica urbana, l’insieme di queste decisioni rischia di creare forti rallentamenti nelle consegne e nella distribuzione delle merci, con possibili ripercussioni sull’intero sistema economico cittadino.

Folgori parla apertamente del rischio di una paralisi del trasporto merci urbano, con conseguenze dirette anche per i cittadini, che potrebbero trovarsi a pagare prezzi più alti per la consegna di beni e pacchi.

Feoli pronta al ricorso al TAR contro la delibera sulla ZTL

Di fronte a questa situazione, la Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata sta valutando una risposta sul piano legale. Secondo quanto dichiarato dal presidente Folgori, i legali della federazione stanno studiando la possibilità di presentare un ricorso al TAR per contestare il provvedimento.

L’obiettivo sarebbe quello di fermare una misura ritenuta penalizzante per cittadini e imprese e che, secondo la federazione, rischia di compromettere il funzionamento del sistema logistico urbano.

I cittadini che hanno scelto l’elettrico si sentono giustamente presi in giro”, ha dichiarato Folgori, sottolineando come la decisione del Campidoglio possa trasformarsi in un ulteriore costo per famiglie e imprese, oltre che in un ostacolo alla diffusione della mobilità sostenibile.

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