Ultimo aggiornamento il 4 Febbraio 2026 by Emiliano Belmonte
Pomezia ha dedicato tre giornate a una tradizione che non nasce nei libri di cucina, ma nella vita quotidiana di una comunità che si è costruita attraverso il lavoro, la terra e la condivisione. La Masterclass del Torvicello, promossa dal Comune di Pomezia in collaborazione con ARSIAL, è stata molto più di un evento gastronomico: un percorso culturale e umano che ha restituito voce a una pasta simbolo dell’identità locale.
Il Torvicello: una pasta che racconta la storia di Pomezia
Il Torvicello nasce da un impasto semplice solo in apparenza. La sua composizione riflette le radici agricole del territorio: farina di farro, in percentuale predominante, affiancata da farina integrale e farina 00. Ingredienti essenziali e popolari, legati alla storia dei contadini arrivati a Pomezia durante il periodo della bonifica.
Un impasto fatto di terra, tempo e lavoro
Questa combinazione di farine dà vita a una pasta che non ammette scorciatoie. Il Torvicello richiede attenzione, ascolto dell’impasto e rispetto dei tempi. Ogni gesto ha un significato, ogni fase racconta una tradizione che si è tramandata attraverso le mani, non attraverso standard industriali.
Prima giornata: formazione e trasmissione del sapere artigianale
La masterclass si è aperta con il coinvolgimento degli studenti degli istituti alberghieri di Anzio, Marino e Castelfusano (Ostia). La giornata è stata dedicata all’osservazione e all’ascolto: non solo tecnica, ma comprensione profonda del gesto artigianale.
Mani diverse, Torvicelli diversi
Pressione delle mani, lavorazione dell’impasto, tempi di riposo: ogni Torvicello nasce unico, perché uniche sono le mani che lo creano. Ed è proprio questa diversità a rappresentarne il valore più autentico, trasformando la pasta in un’espressione personale e collettiva allo stesso tempo.
Seconda giornata: dialogo tra tradizione e interpretazione contemporanea
Il cuore vivo dell’esperienza si è sviluppato nella seconda giornata, che ha visto lavorare insieme chef, content creator e giornalisti di settore. Un confronto reale, costruito attorno a tavoli condivisi, farine e riflessioni, in cui la tradizione ha dialogato con la cucina contemporanea.
Le istituzioni e il valore culturale del Torvicello
Alla degustazione delle varianti di Torvicello hanno preso parte il Sindaco di Pomezia, Veronica Felici, l’Assessore alla Promozione del Territorio e alla Comunicazione Cristiano Davoli e l’Assessore alle Attività Produttive e alle Politiche Agricole Irene Mura. La loro presenza ha sottolineato il valore culturale, identitario ed economico del progetto.
Mare e terra: le varianti contemporanee
Durante la degustazione sono state presentate due interpretazioni moderne del Torvicello: una ispirata al mare e una alla terra. Un dialogo gastronomico capace di raccontare, attraverso il piatto, la doppia anima del territorio.
In questa occasione, il mastro pastaio storico Marco Giuliani ha proposto la versione più autentica del Torvicello, permettendo un confronto diretto tra la tradizione originaria e le reinterpretazioni nate dal lavoro collettivo.
Terza giornata: il Torvicello torna al territorio
L’ultima giornata ha riportato il racconto alle origini. La visita al Museo del ’900 ha offerto uno sguardo sulla Pomezia delle origini grazie al racconto della dott.ssa Claudia Montano, che ha guidato i partecipanti tra fotografie, documenti e supporti multimediali.
La cucina come luogo di incontro e identità
Il momento conclusivo di condivisione ha restituito al Torvicello la sua funzione più autentica: quella di punto di incontro. Accanto alla ricetta tradizionale, le varianti nate durante la masterclass hanno dimostrato come una stessa radice possa generare espressioni diverse senza perdere la propria identità.
Il Torvicello come patrimonio culturale locale
In un tempo in cui la cucina italiana è riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, la pasta rimane il suo simbolo più universale. Ma sono le storie locali, come quella del Torvicello di Pomezia, a darle profondità e verità.
A sottolineare il valore identitario dell’esperienza è stata anche il Sindaco Veronica Felici, che ha dichiarato:
«Il Torvicello nasce da un impasto che racconta la nostra storia, fatto di farina di farro, farina integrale e farina 00. Ingredienti semplici e popolari che parlano di lavoro, di terra e di comunità. È un prodotto di cui andare orgogliosi, perché racchiude l’identità di Pomezia e il percorso di chi questo territorio lo ha costruito».
Un’eredità che va oltre l’evento
La Masterclass del Torvicello lascia un’eredità che supera i confini dell’evento stesso. Ricorda che le tradizioni non si conservano nel silenzio, ma continuano a vivere quando vengono rimesse nelle mani delle persone.
Perché il Torvicello non è solo una pasta.
È il modo in cui una comunità continua a riconoscersi.







