Ultimo aggiornamento il 1 Settembre 2024 by Giordana Bellante
Un violento episodio ha scosso il carcere minorile Beccaria di Milano, dove nella serata di ieri è scoppiata una rivolta che ha coinvolto tutti i 58 detenuti presenti. Questo evento mette in luce le fragilità e le criticità del sistema penale minorile in Italia, evidenziando la necessità di riforme urgenti e interventi politici adeguati per migliorare le condizioni di sicurezza e gestione all’interno delle strutture penitenziarie.
la dinamica della rivolta
gli eventi scaturiti nella notte
La serata di ieri, poco prima delle 22, è stata segnata da disordini che si sono rapidamente intensificati all’interno del carcere. Gennarino De Fazio, coordinatore nazionale della Uilpa polizia penitenziaria, ha raccontato che un gruppo di detenuti ha iniziato a forzare i presidi di sicurezza per raggiungere la portineria. I primi segnali di preoccupazione sono arrivati quando sono stati segnalati incendi in diverse celle, che hanno spinto le autorità a prendere provvedimenti immediati.
Per garantire la sicurezza dei detenuti e del personale, la polizia penitenziaria ha deciso di trasferire i reclusi in uno spazio comune. Tuttavia, la situazione è rapidamente degenerata, con alcuni detenuti che hanno approfittato di una porta rimasta aperta per tentare di fuggire. Questi scontri sono stati descritti da De Fazio come “fortissimi disordini”, affrontati da agenti in servizio ridotto, che hanno fatto il possibile per mantenere l’ordine.
feriti e tentativi di evasione
Durante gli scontri, ben otto detenuti sono rimasti feriti, di cui uno è stato necessario trasportare in ospedale. Va sottolineato che i disordini non hanno coinvolto solo i detenuti, ma anche alcuni agenti di polizia penitenziaria hanno riportato lesioni non gravi. Nonostante il caos, e con i detenuti che hanno tentato la fuga scavalcando il muro di cinta, le forze di polizia sono riuscite a rintracciare tutti i fuggiaschi, che sono stati trovati all’interno del perimetro del carcere stesso.
le reazioni e le richieste di riforma
un fallimento organizzativo
De Fazio ha dichiarato che quanto accaduto al carcere Beccaria è un chiaro segno del fallimento organizzativo e gestionale del sistema penale minorile. Secondo lui, le dinamiche che si sono manifestate sono simili a quelle che interessano le strutture penitenziarie per adulti, evidenziando l’urgenza di operare un cambiamento significativo. Il coordinatore della Uilpa ha esortato le autorità politiche a intervenire, richiamando l’attenzione sulla necessità di assumere nuovo personale per colmare la carenza di 18 mila unità nel sistema.
appello al governo e misure urgenti
In una nota, De Fazio ha sottolineato l’importanza di un intervento tempestivo da parte del Ministero della Giustizia e del governo, auspicando che le istituzioni si facciano sentire con proposte concrete e misure immediate. Tuttavia, vi è un clima di scetticismo, con De Fazio che teme che le reazioni possano limitarsi a dichiarazioni prive di contenuto. La richiesta di una riorganizzazione strutturale dell’intero apparato penale minorile è cruciale per evitare che simili episodi si ripetano in futuro.
Questo episodio di violenza non è solo il risultato di tensioni individuali, ma riflette problemi più ampi del sistema penale, che richiedono una risposta coordinata e strategica. La riforma del carcere minorile, pertanto, deve essere una priorità per garantire un futuro migliore ai giovani detenuti e alla società in generale.